Sunday, 19 February 2012

Crowdfunding – È tempo per noi?

Da un po' di tempo ormai un termine si aggira sul web, senza fare troppo rumore, quasi un brusìo ma persistente: 'Crowdfunding'. Alcuni di noi già da tempo hanno indagato sul fenomeno e la maggiorparte, una volta letta definizione e modelli, ha proseguito con il proprio web surfing giornaliero soddisfatta di sapere almeno di cosa si tratti. Pochissimi gli 'innovators' nel campo in Italia, ma forse colpisce di più il numero ridotto di 'early adopters'. Nel ciclo di adozione di questa nuova 'tecnologia', in Italia siamo infatti probabilmente ancora ai primi stadi della formazione di una “early majority”, mentre nel resto d'Europa, in particolare Regno Unito, Francia e Olanda, forse chi arriva adesso è già considerato parte della 'maggioranza in ritardo'. In molti, sicuramente troppi, ancora ignorano quello che ha tutti i requisiti per diventare il prossimo grande sviluppo del Social Web.
Sarà forse che il fenomeno stenta ad affermarsi in Italia a causa della difficoltà di traduzione del termine, non di semplice e immediata comprensione? Da traduttrice di formazione, considero in parte una sconfitta lasciarlo in originale. Ma è forse la scelta migliore. Arrivando in ritardo, possiamo godere del cosiddetto vantaggio dell'arretratezza ma possiamo farlo soprattutto sulla base di quello che è già stato discusso e testato. Trovare un altro termine forse ci taglierebbe fuori dal dibattito globale a riguardo, che è ancora vivo e acceso. Ma senza prolungarci troppo sulla traduzione del termine, andiamo al sodo..cos'è davvero il crowdfunding? 
Letteralmente: “finanziamento dalla folla”. 
Teoricamente: raccolta fondi che avviene online per mezzo e tramite la nostra rete di contatti, che siano essi amici, follower o fan, e che sfrutta il potenziale enorme della viralità del web e dei nuovi comportamenti e schemi mentali facilitati dall'affermarsi dei Social Media. 
Praticamente: in Italia ancora tutto da scoprire, dal momento che di esempi ce ne sono ben pochi, seppur validissimi (vedi Eppela.it). In genere vi si ricorre per raccogliere fondi e attrarre finanziamenti in vari contesti che spaziano da campagne di beneficenza, finanziamento di progetti creativi, venture capitalist, finanziamenti a start-up, progetti imprenditoriali, micro-prestiti. 
L'idea di raccogliere fondi da vari donatori o investitori non è certamente nuova, ma il crowdfunding va ben oltre questo. Affonda le proprie radici nel concetto di 'microfinanza', ovvero la nozione secondo la quale piccole somme, quando aggregate, fanno la differenza. È lo stesso concetto che è alla base di molta dell'attrazione che riscuotono i Social Media come mezzi per facilitare azione popolare e cambiamenti: tante piccole azioni, quando messe insieme, creano reazioni a catena e provocano effetti enormi, spesso imprevedibili, e poco riconducibili alla piccola azione iniziale. Allo stesso modo, nel mondo del business, gran parte del potenziale e dell'impatto dei Social Media va cercato in comunità e in gruppi di consumatori di cui una determinata azienda potrebbe essere del tutto inconsapevole. Ed è esattamente lo stesso con il crowdfunding. L'intenzione primaria in una campagna di crowdfunding dovrebbe essere quella di raggiungere comunità e persone che sono oltre la propria immediata “tribù” e andare ad attingere da individui e gruppi di cui si potrebbe ignorare l'esistenza e che, prima che la campagna abbia inizio, potrebbero a loro volta essere del tutto ignari di voi.
Questo sviluppo è possibile tramite il processo di “raccomandazione virale” e grazie al vasto potenziale di diffusione dei Social Media, tramite i quali si prova a convertire semplici contatti in sostenitori e promotori, e portarli ad usare a loro volta i propri contatti per saltare i sei gradi di separazione che ci sono tra noi e la comunità di investitori globale. Questo significa che dobbiamo abbracciare diversità e accomodare prospettive divergenti, accettare che le motivazioni per lasciarsi coinvolgere in qualcosa sono molte e varie, e non necessariamente quelle che avevamo immaginato all'inizio. In un mondo estremamente variegato e altamente connesso, è fondamentale allargare la nostra nozione di aspettativa di “ritorno” o ricompensa.
Un altro concetto che dobbiamo tenere presente in quanto al cuore del fenomeno del crowdfunding è il concetto della “coda lunga”, termine coniato per descrivere alcuni modelli economici e commerciali moderni. In breve, secondo questa teoria, il futuro del business è vendere minori quantità di un numero maggiore di prodotti. Contando su una comunità globale, anche i prodotti che hanno una domanda piuttosto limitata nell'insieme
vendono in grandi quantità. Un classico esempio è il funzionamento di Amazon, esemplificato da questa frase contorta ma efficace di Josh Peterson, ex direttore alla personalizzazione del grande portale di e-commerce: “Oggi abbiamo venduto un numero maggiore di libri che non avevano venduto affatto ieri rispetto al numero di libri che abbiamo venduto oggi e che avevano venduto anche ieri”. Ciò vale a dire che un sottoinsieme sostanziale di vendite di libri proviene da libri oscuri e con pochi lettori. L'effetto della rete fa si che il maggior numero di vendite avvenga nella coda lunga, dove ci sono un milione di scrittori con una manciata di lettori ciascuno, piuttosto che nella testa della coda dove sono concentrati pochi best seller.
Molti altri modelli economici innovativi attivati attraverso i Social Media hanno questo stesso concetto alla base. Per sfruttarne i vantaggi, il costo o le barriere di ogni transazione devono essere talmente bassi da rendere abbastanza 'economico' l'accesso alla coda lunga. Una volta che vi si accede, i modelli tradizionali non sono più i soli in gioco. Nel caso del crowdfunding, le barriere vengono abbassate quanto basta per rendere i contributi tanto ridotti da permettere a un maggior numero di persone di partecipare al progetto. A tal proposito, le piattaforme di crowdfunding, che offrono soluzioni comprensive per portare avanti una campagna, riducono difficoltà e costi aggiuntivi e rendono il processo sempre più fattibile per tutti: infatti in genere si può contribuire a qualsiasi progetto con un importo minimo di pochissime decine di euro. 
Il potere di trasformazione di questi strumenti è un'altra caratteristica che il crowdfunding condivide con etica e spirito dei Social Media, permettendo infatti di re-immaginarsi in diverse guise, di prendere strade che una volta ci erano precluse o che forse consideravamo semplici fantasie. Nello stesso modo in cui ora tutti possiamo essere in qualche modo critici cinematografici, commentatori politici, giornalisti e inventori, le barriere all'investimento cadono lasciando il mondo della finanza accessibile a tutti. Possiamo almeno immaginarci come parte di un mondo che una volta ci era precluso. 
Il crowdfunding ha una relazione molto forte con altri comportamenti che riconosciamo come fondamentali nel mondo dei Social, come ad esempio l'idea della validazione collettiva e della fiducia basate sulla conoscenza distribuita, detta più comunemente 'saggezza della folla'. Nel crowdfunding quell'insieme di tanti giudizi individuali aiuta a valutare un business plan e testare un prodotto sul mercato, il tutto basato sui modelli di fiducia reciproca che sono presenti sul web. Tutto ciò ha un valore inestimabile per chi cerca un'analisi o un investimento nelle proprie idee o prodotti, e gioca anche su modelli di prestito che godono di tassi di interesse che le banche possono solo sognare, modelli basati su trasparenza e legami di fiducia. 
Il dibattito sul crowdfunding in Europa e nel mondo è sempre più acceso, così come la popolarità crescente del fenomeno come meccanismo per raccogliere e condividere fondi e finanziamenti in un mondo sempre più connesso ma sempre più a corto di capitali. Il crowdfunding può essere visto come una risposta naturale al vuoto lasciato finora in soluzioni alternative per la formazione di capitale e in modelli innovativi di finanziamento nella società moderna.

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originally posted in English at
www.twintangibles.co.uk
first published in Italy on web-target.it

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