Thursday, 29 March 2012

Caffè e Crowdfunding: Come una macchina per espresso ha raccolto oltre 300 mila dollari su Kickstarter

Qualche giorno fa Joshua, un ragazzo australiano che da mesi sta preparando minuziosamente il proprio progetto di crowdfunding, mi ha segnalato questo articolo. Lo riporto qui, tradotto liberamente (e al/in volo) perché mi ha colpito per varie ragioni. Il fatto che abbiano raggiunto il target in meno di due giorni e senza fare nessun tipo di marketing è una delle ultime. Quello che mi piace di più di questo progetto è il perfetto mix di crowdfunding e crowdsourcing, una manifestazione semplice e allo stesso tempo forte della 'crowd-ethic'. Inoltre c'è il ruolo decisivo della passione, la logica della nicchia, la vittoria dei piccoli produttori indipendenti sui grandi produttori, la trasparenza del web. Perché pagare $700 per un prodotto senza sapere per cosa stiamo effettivamente pagando, quando possiamo pagare la metà, giustificata in ogni sua parte, e possiamo anche partecipare alla definizione del prodotto finale? Già, perché..Spero che il pezzo ispirerà anche voi..buona lettura!

Fonte: crowdfundinghelp.com

Cosa non si farebbe per gustare una tazza di caffè più buona?
Per gli ingegneri Gleb Polyakov e Igor Zamlinsky la risposta è stata semplice: costruire una macchina per espresso migliore.
Spinti dai difetti del modo in cui le macchine per espresso sono disegnate, prodotte e vendute, Gleb e Igor hanno deciso di creare un nuovo tipo di macchina open source che riesca a produrre un miglior caffè a un prezzo più ragionevole. Ma non si sarebbero mai aspettati che il loro progetto su Kickstarter avrebbe lasciato tutti a bocca aperta. Originariamente cercavano 20 mila dollari per poter produrre il primo ciclo di ZPM, ma il loro progetto ha raggiunto oltre 10 volte quella somma (a progetto ultimato, quasi 20 volte. N.d.T.), dando prova che gli amanti del caffè farebbero di tutto per finanziare un progetto in cui credono davvero. Gleb ci parla della lezione che hanno imparato dal loro progetto su Kickstarter, e ci spiega perché non si può mai mettere in conto abbastanza tempo per rispondere alle mail.

CFH: il concetto della vostra macchina per espresso ha tutta l'aria di essere dirompente per il mercato del caffè fatto a casa, specialmente al prezzo di vendita di 300 dollari. Quanto è stato importante ridurre il tipico prezzo di vendita di 700 dollari nel vostro business plan iniziale e quale impatto ha avuto sulle scelte fatte nel disegnare il prodotto?

GP: Il prezzo di 300 dollari potrebbe effettivamente essere più vicino ai 400 quando porteremo il prodotto sul mercato. Abbiamo parlato con specialisti del prezzo, era uno degli obiettivi maggiori del nostro progetto. Crediamo che il prezzo sia una barriera enorme per i consumatori che vogliono entrare nel mercato dell'espresso fatto in casa. La macchina più economica che gli appassionati di espresso raccomandano per uso domestico parte da 700 dollari, e da un punto di vista ingegneristico non riuscivamo davvero a vederne la ragione.
Il progetto è cominciato con una serie di conversazioni su cosa ci sarebbe piaciuto in una macchina per espresso, quindi ci siamo seduti e abbiamo assegnato un costo a tutte le parti, inclusa la manodopera richiesta a produrle, e abbiamo individuato così un'opportunità enorme nel mercato.
Per quanto riguarda il design, il nostro prezzo implica che abbiamo dovuto sacrificare l'elegante e curvoso aspetto da auto sportive italiane degli anni '50. Superfici piatte e angoli duri sono molto più economici ed è più facile lavorarci. Tuttavia pensiamo che il nostro design finale non sia niente male. Un'altra ragione per cui possiamo offrire la macchina a un prezzo talmente ridotto è la nostra decisione di utilizzare quanto più possibile componenti pronti. Questo significa che la maggior parte delle parti vengono da cataloghi, McMaster Carr o Home Depot. Molti produttori di macchine per espresso producono loro stessi le parti che usano, il che alza i costi ma non migliora necessariamente la qualità. Inoltre significa che le riparazioni saranno più costose per il consumatore e non pensiamo sia giusto.

CFH: Cosa vi ha portato a scegliere Kickstarter come piattaforma di finanziamento per la vostra produzione? Avevate considerato altre piattaforme di crowdfunding prima di lanciare il progetto su Kickstarter?

GP: Abbiamo scelto Kickstarter perché sembrava aver la migliore interfaccia e i progetti più interessanti in paragone ad altre simili piattaforme di crowdfunding che abbiamo esaminato. Abbiamo pensato che sarebbe stato un modo eccellente per spargere la voce sul nostro progetto e allo stesso tempo raccogliere capitale.

CFH: Come siete arrivati al vostro target iniziale di 20 mila dollari?

GP: 20000 dollari era quello che ci occorreva per acquistare una Tormach PCNC 1100 [...] e per costruire una fucina [...]. Non avevamo intenzione di finanziare tutti i costi di start-up con Kickstarter, sebbene alla fine abbiamo ottenuto molto più supporto di quello che ci saremmo mai aspettati.

CFH: Poiché Kickstarter è una piattaforma all-or-nothing, avevate un piano di backup in caso il vostro progetto non avesse raggiunto il target?

GP: Ci siamo avvicinati a Kickstarter non come la nostra via principale per raccogliere fondi, ma piuttosto come alternativa a qualche accordo lease-to-own (affitto con opzione d'acquisto, N.d.T.) per ottenere equipaggiamento. E' cresciuta fino a diventare molto di più di quello. La piattaforma di crowdfunding è davvero sorprendente. Per noi, il modo di costruire una grande macchina era di cominciare dal punto di vista dei consumatori. E l'ideologia di Kickstarter si è fusa in modo eccellente con quell'intenzione. Pertanto ha auto senso mettersi in contatto con una comunità di persone interessate a dire la loro su cosa stavamo facendo, e vedere quali suggerimenti avevano per noi.

CFH: Come avete promosso il vostro progetto?

GP: Non l'abbiamo fatto. O almeno, non ne abbiamo avuto occasione.
Avevamo una strategia di marketing, abbiamo altre due persone nel team, Rachel e Janet, che si occupano di tutto il marketing e del lavoro di raggiungimento utenti. Ma la cosa ha preso davvero vita da sola sin dall'inizio. Ho postato un link sul mio FB, e abbiamo messo su un account twitter e una pagina FB per ZPM, ma alla fine del primo giorno avevamo già raccolto 10000 dollari, dopodiché abbiamo speso la maggior parte del tempo a rispondere a tutte le richieste che ha generato, piuttosto che promuoverlo ad altri.
La comunità dell'espresso è molto severa e prende il caffè realmente sul serio, e si è interessata a quello che stavamo facendo sin dall'inizio.
E poi abbiamo cominciato ad avere sempre più backers dalla comunità di Kickstarter, persone che non erano necessariamente appassionate di caffè ma che avevano notato il grande successo del nostro progetto e sono andate a vedere di cosa si trattava.

CFH: Quando avete raggiunto il vostro goal originario di 20 mila dollari?

GP: All'inizio del secondo giorno. E' stato incredibile.

CFH: Mentre scrivo, avete già raccolto 237 mila dollari, che è più di 10 volte le vostre proiezioni iniziali. A cosa attribuite il successo eccezionale di questo progetto?

GP: Io attribuisco il successo del progetto alla piattaforma, alla comunità di crowdfunders e alle fantastiche persone che hanno cominciato a bloggare e twitterare su di esso. Eravamo su Gizmodo il terzo giorno del periodo di finanziamento. Ma c'è da aggiungere che il nostro prodotto va a inserirsi in una nicchia che non era ancora stata esplorata adeguatamente. Siamo estremamente fortunati nel poter offrire un prodotto che le persone trovano interessante e che è forte di una grande comunità di persone intorno ad esso attraverso vari social networks.

CFH: Come sono cambiate le aspettative per il vostro business con il successo del progetto?

GP: Ci ha costretto a fare ricerche su cose come i costi dei magazzini, i diritti di distribuzione, e investimenti su equipaggiamento di larga scala molto prima di quello che pensavamo. E' stato molto emozionante e stiamo imparando molto.
Da quando il nostro progetto su Kickstarter è partito, Igor e io abbiamo lavorato 20 ore al giorno, e Janet e Rachel hanno fatto lo stesso. Per quanto riguarda la distribuzione del carico lavorativo, abbiamo deciso che Igor si occupa principalmente del lato ingegneristico delle cose mentre io tratto principalmente il lato business, sebbene ovviamente ci siano degli accavallamenti. Io ho gestito la maggior parte della corrispondenza, con il magnifico aiuto e supporto del marketing team, lasciando ad Igor più tempo da spendere sugli aspetti tecnici del nostro progetto.

CFH: Qual è il vostro piano di produzione e spedizione corrente, in base all'accresciuto volume di vendite?

GP: Inizialmente avevamo stimato che saremmo stati capaci di cominciare a spedire le macchine a metà marzo 2012. Naturalmente, era quando pensavamo che avremmo avuto a che fare con una centinaia di macchine. Poiché l'ordine è stato così consistente, abbiamo dovuto ripensare totalmente come andremo a realizzare gli ordini. Prima pensavamo di comprare le parti da fornitori, ora che abbiamo un ordine abbastanza grande produrremo il nostro equipaggiamento e assumeremo più persone di quelle che pensavamo. Pertanto stimiamo di far partire la produzione a metà maggio circa e spedire la prima partita il mese dopo. Ma saremo capaci di spedire molte più macchine al mese di quelle che pensavamo inizialmente.

CFH: In retrospettiva, c'è qualcosa che avresti fatto diversamente nella creazione o nella promozione del vostro progetto?

GP: avremmo impostato il periodo di finanziamento a 30 giorni invece di 40, se avessimo solo immaginato che avremmo avuto un tale successo così velocemente. Inoltre, avremmo dedicato più tempo esclusivamente a Kickstarter e a rispondere alle domande delle comunità. L'entusiasmo che il nostro progetto ha generato ci ha preso totalmente alla sprovvista, e non avevamo semplicemente messo in conto il tempo che ci va a rispondere a centinaia e centinaia di email, ognuna con preoccupazioni e domande personali.

CFH: Quando la comunità dell'espresso ha cominciato a fare domande e a darvi suggerimenti, quel feedback ha cambiato in qualche modo il vostro business plan? O ha solo influenzato il volume di vendite piuttosto che le funzionalità chiave della macchina (o del vostro approccio al servizio clienti)?

GP: La risposta della comunità al nostro progetto è stata molto utile su molti livelli. Il volume e l'entusiasmo dietro ci sta davvero aiutando a capire meglio dove ci inseriamo nel mercato delle macchine per espresso, e chi sono i nostri clienti centrali.
Uno dei primi messaggi che abbiamo ricevuto era da parte di Tek di 100000shots.com, che ci ha consigliato di ordinare una Scace II, che è uno strumento usato per produrre profili di pressione e temperature di uno shot di espresso di una macchina. Si tratta del sistema standard usato da professionisti del caffè e da quelli che prendono il caffè sul serio. Sfortunatamente non l'abbiamo ancora ricevuta (era un backorder) ma appena lo faremo potremo mostrare alla comunità esattamente i dati che vogliono vedere sulla nostra macchina. Grazie al feedback, siamo anche più capaci di capire qual è il tipo di design della bacchetta del vapore preferito (sembra che la gente preferisca un perno sferico a uno cilindrico, e con un attacco che accetta bacchette de La Marzocco), quali bacchette sono considerate migliori (quelle con 4 buchi) e così via. In pratica, abbiamo ammassato molteplici opinioni su varie questioni di usabilità riguardanti le macchine da caffè, abbiamo preso le più popolari e abbiamo provato a incorporarle nel nostro prodotto. Le risposte ci hanno anche messo in contatto con molte persone intelligenti che ci hanno dato un pò del loro tempo per discutere vari argomenti come codificazione, fabbricazione di fogli di metallo, business strategy, project management e così via. Per quanto riguarda il nostro approccio al servizio clienti, un mantra che Janet aveva già messo in testa a tutti sin dall'inizio era quello di rispondere a tutte le domande e i commenti delle persone come vorremmo che gli altri rispondessero a noi. Non usiamo risposte in blocco, predefinite o automatiche, ma piuttosto trattiamo le persone che ci mandano email su Kickstarter e sui vari account social di ZPM come se ci avessero contattato sulla nostra email personale.
L'etica del crowdsourcing, l'idea di un gruppo di persone che si mettono insieme e ognuno contribuisce con ciò che può a creare qualcosa di meraviglioso, calza a pennello con la nostra visione delle cose. Sono i nostri backers e i nostri supporter che ci stanno permettendo di fare della macchina per espresso una realtà, e siamo umilmente grati a tutti loro. Una volta che abbiamo messo su il progetto su Kickstarter, per molti versi ha smesso di essere solo la nostra macchina e stiamo facendo tutto quello che possiamo in modo che ognuno che ha offerto il proprio supporto riceva un prodotto di cui è soddisfatto.

Il progetto ZPM espresso è terminato su kickstarter il 20 gennaio 2012 e ha raccolto circa 370 mila dollari.
(N.d.T.)

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