Thursday, 25 April 2013

Analisi del mercato italiano del crowdfunding - Aprile 2013


In occasione di TorinoCrowdfunding (potete leggere interessanti report sulla giornata qui, qui e qui), con Ivana Pais abbiamo ripresentato la situazione del mercato italiano del crowdfunding, aggiornando in parte l'analisi svolta lo scorso novembre dopo crowdfuture.
Potete trovare la versione aggiornata dell'analisi qui. Inoltre, il report è disponibile anche in inglese qui.


Inoltre, lo scorso 17 aprile ho partecipato alla conferenza internazionale "The Future of Crowdfunding" a Berlino, dove ho presentato brevemente il regolamento Consob sull'equity-based crowdfunding, ancora in fase di consultazione pubblica. Qui potete trovare le slides.

Tuesday, 23 April 2013

Il Paperino che non ti aspetti (guest post di @AlessioBarollo)

La scorsa settimana il Crowdfunding è sbarcato su Topolino. Comprensibile l'entusiasmo generato, il crowdfunding sta finalmente andando mainstream! Non ho ancora avuto modo di leggere la storia (aspetto con impazienza l'arrivo del fumetto), quindi ho chiesto a chi l'ha fatto di scrivere un commento a riguardo. Grazie ad Alessio Barollo (@AlessioBarollo) per aver raccolto il mio invito!

Provate a dirmi tre aggettivi per definire paperino? Si si Paperino, il famoso personaggio della Disney. Sicuramente vi verrà in mente sfortunato, squattrinato, un po’ scansafatiche ecc… Questo era quello che pensavo anch’io fino a venerdì scorso quando una mail mi ha annunciato l’uscita in edicola del nuovo numero della rivista, per bambini/ragazzi, Topolino, che al suo conteneva una storia in cui appariva la parola crowdfunding
Il giorno seguente corro in edicola, non succedeva dal ’92 che avessi tanta voglia e curiosità di comprare un fumetto, acquisto il numero 2995 e leggo la storia “Paperino e i terribili spettatori tipo”. 



Da questo momento lo sfortunato papero avrà due aggettivi in più, ma stavolta totalmente favorevoli: collaborativo e sostenibile. Infatti la storia porta i giovani lettori a cimentarsi con l’aspetto collaborativo e partecipativo di un progetto, sulla possibilità di aggregare persone attorno ad una idea che possa avere un impatto futuro sulla community che si è creata e che sia generativa di esperienze e possibilità. Questi mi sembrano tutti aspetti che da una parte trasformano Paperino in un super eroe e Qui, Quo e Qua in super geek che in modo innovativo usano le potenzialità della rete web 2.0 da “youduck” (lo youtube di Paperopoli) alle piattaforme crowd.

Penso che i valori e le alternative che i metodi crowd presentano debbano essere portati nelle scuole, ma non in modo speculativo per convincere i ragazzi a guadagnare qualsiasi cifra con ogni tipo di idea strampalata ma perché fin da giovani possano capire che lo sviluppo passa attraverso un processo di scambio fra le parti, che collaborare per scopi comuni può fare la differenza in futuro e che è sempre meglio avere un’alternativa in più che in meno.

Mi complimento con Riccardo Secchi e Marco Mazzarello, rispettivamente sceneggiatore e scrittore, che con questa storia trasformano Paperino in un ambasciatore per il crowdfunding. 

Non mi resta che dire “correte in edicola!”.

Alessio Barollo

Wednesday, 10 April 2013

Il Crowdfunding Civico: Una proposta

Cos'hanno in comune una statua di Robocop (celebre personaggio dei film di fantascienza degli anni ’90) a Detroit e una passerella pedonale a Rotterdam? Molto più di quanto potreste immaginare: in entrambi i casi, la costruzione è stata “crowdfunded", ovvero finanziata dalla folla, o meglio dalla comunità locale. 
Nel primo caso, la raccolta è terminata con successo, anche se la dubbia utilità della statua in questione ha finora impedito l'avanzare del progetto. Nel secondo caso, la campagna sta procedendo per step e l'anno prossimo si prevede la conclusione dell'opera pubblica, che andrebbe a connettere due parti della città tramite un ponte pedonale.

Si parla sempre di più di crowdfunding in questi giorni e come per ogni evento mediatico si rischia anche in questo caso di perdere l'essenza del fenomeno, condividendo e repostando articoli e contenuti, spesso a fondo sensazionalistico, senza fermarsi ad osservare una piattaforma di crowdfunding e fare una donazione verso una campagna, o semplicemente a riflettere su come questo fenomeno possa effettivamente aiutare a migliorare la società. Basandoci su queste premesse, ci siamo soffermati a riflettere su una nuova declinazione del crowdfunding, il c.d. crowdfunding civico, presentando una proposta di cittadinanza attiva possibile. È questo l’obiettivo principale del saggio che pubblichiamo oggi e che presenteremo in occasione di TorinoCrowdfunding. Piuttosto che offrire un'ulteriore analisi del fenomeno siamo passati ai fatti proponendo un uso effettivo del crowdfunding civico sul territorio nazionale.

Ma prima di tutto, cos'è il civic crowdfunding? È il finanziamento collettivo di opere e progetti pubblici - al di fuori del budget dell’ente o amministrazione interessati - effettuato da parte di cittadini, organizzazioni e società private, talvolta in match funding con le stesse amministrazioni.  Abbiamo incluso nella breve tesi una panoramica sul fenomeno, partendo dalle origini e dai principi del civic crowdfunding “contemporaneo” fino ad arrivare a descrivere le principali piattaforme presenti al mondo al giorno d’oggi, il loro funzionamento, i loro modelli e i trend che si cominciano a delineare, nonché alcuni case studies di progetti che vi hanno fatto ricorso. 

Abbiamo quindi enunciato la nostra proposta, presentando presupposti e funzionamento di un modello di crowdfunding civico che a nostro avviso potrebbe essere replicato nel nostro Paese. In questo modo, si darebbe vita a un processo che non solo agirebbe per risolvere la scarsità di capitali a livello di amministrazioni locali, ma servirebbe anche a riavvicinare i cittadini alle istituzioni, aumentando il rispetto per il bene pubblico e implementando un modello di cittadinanza attiva e di innovazione partecipata. 

La proposta può già essere messa in pratica, con gli strumenti che abbiamo ora, senza dover aspettare nient’altro che un appoggio da chi di dovere. È un’opportunità per partecipare direttamente e attivamente al miglioramento della società in cui viviamo, senza limitarci a ritwittare, ribloggare, ripostare  e  delegare, allontanandoci da cosa dovrebbe esserci più a cuore: la nostra comunità più immediata e vicina. Il saggio è disponibile gratis per consultazione e download qui.

Daniela Castrataro e Alessio Barollo

Friday, 5 April 2013

Il regolamento CONSOB sull'equity-based crowdfunding


Il 29/3/2013, la CONSOB ha pubblicato il regolamento attuativo dell’art. 30 d.l. n. 179/2012 (Decreto Crescita), che ha introdotto l’equity crowdfunding (“la raccolta diffusa di capitali di rischio tramite portali online”) nel Testo Unico Finanziario. Il regolamento è ora aperto per le consultazioni pubbliche fino al 30 aprile. 

Il 29/3 segna quindi una data importante: l’Italia, prima in Europa, sta per rendere esecutiva una legislazione su uno dei fenomeni più innovativi e rivoluzionari degli ultimi tempi. Le startup innovative potranno presto ricorrere all’equity crowdfunding, ovvero potranno emettere offerte di strumenti partecipativi al capitale di rischio tramite portali specializzati fino a un totale di 5 milioni di Euro.

Indipendentemente dal primato e dall’impatto che quasi 100 giorni di consultazioni e lavoro sul regolamento avranno sul mercato, bisogna dire che la CONSOB ha svolto un buon lavoro, avendo avuto a che fare con una materia non solo nuova e complessa, ma anche molto dinamica ed estesa quale il crowdfunding. Il regolamento si presenta come un documento ponderato e dettagliato, che riflette i suggerimenti dei protagonisti del settore che hanno partecipato al questionario conoscitivo distribuito a Febbraio. La CONSOB ha infatti realmente deciso di affidarsi alla “saggezza della folla” e ascoltare suggerimenti e critiche pervenute tramite le risposte al questionario, parte di una più vasta e attenta analisi di impatto. Quello che ne risulta, è un ottimo esempio non solo di evidence-based regulation ma anche di crowdsourced legislation.

Come osservato dalla CONSOB stessa, questo regolamento tende a “consentire lo sviluppo di una prima fase di “sperimentazione” della raccolta di capitali tramite portali on-line, con precipua finalità di incentivare lo sviluppo e la crescita del Paese”. In un Paese dove il gap di conoscenze è ancora molto vasto, è fondamentale considerare il regolamento anche e soprattutto un modo di sperimentare l’equity crowdfunding. A novembre, l’analisi delle piattaforme italiane svolta in collaborazione con Ivana Pais dell'Università Cattolica di Milano aveva evidenziato una difficoltà di comprensione dei principi base del crowdfunding da parte dei progettisti ancora molto diffusa, nonché una mancanza di strategie alla base delle campagne di crowdfunding. Inoltre, era venuta fuori una generale mancanza di cultura sul crowdfunding nel nostro Paese. La legislazione è arrivata con anticipo rispetto al mercato, ma ciò non va visto necessariamente come un aspetto negativo: ora potrebbe fungere da guida al mercato stesso. Se è vero che tutti possiamo essere investitori, dobbiamo prima imparare a farlo. La CONSOB ha tradotto ciò nell’obbligo per i gestori dei portali di educare l’investitore in materia e garantire che abbia compreso la portata della propria azione sul portale.

Inoltre, traspare chiaramente lungo tutto il regolamento l’intenzione della CONSOB di ridurre gli oneri amministrativi permettendo l’assoluzione di molte pratiche burocratiche online (per es., tramite l’utilizzo di posta elettronica certificata (PEC)). Allo stesso modo, emerge una forte volontà di garantire la massima trasparenza, facilitando l’accesso a tutta la documentazione rilevante e garantendo la massima disponibilità di informazioni su startup, progetti e investitori. La trasparenza e i legami di fiducia che si instaurano sul web hanno permesso finora al crowdfunding, in tutte le sue forme, di avere un track record di frodi pressoché inesistente. E’ fondamentale comprendere il legame forte tra crowdfunding e social web così come è importante capire che si è davanti a una nuova generazione di imprenditori e investitori che agiscono in un ambiente online caratterizzato da legami di fiducia e trasparenza. Il regolamento CONSOB sembra aver assimilato questo aspetto.

Osserviamo in breve le nuove disposizioni introdotte dal regolamento. 
- Si istituisce un apposito registro che include i soggetti a cui è riservata l’attività di gestione dei portali di crowdfunding, inclusa una sezione speciale riservata ai “gestori di diritto” (banche e istituti di finanziamento, incl. la società Poste Italiane) che comunicano alla Consob lo svolgimento di tale attività. Il registro è pubblicato online e consultabile da tutti.
- Possono gestire un portale coloro che sono in possesso dei requisiti di onorabilità e professionalità stabiliti dalla CONSOB. Tra i requisiti, figura la capacità di valutare i progetti imprenditoriali presentati sotto un profilo economico-finanziario (piuttosto che tecnologico-innovativo). La CONSOB riceve le domande di ammissione al registro e risponde entro 60 giorni.
- Il gestore deve necessariamente fornire all’investitore non professionale un set di informazioni obbligatorie riguardo le offerte pubblicare sul portale, affinché egli sia in grado di assumere decisioni consapevoli. L’investitore deve dimostrare di aver compreso la natura dell’attività svolta dal portale; la natura e le specificità degli strumenti finanziari emessi dalle start-up innovative oggetto delle offerte che tramite esso si svolgono e la relativa rischiosità; le specifiche caratteristiche di ciascuna offerta. E’ consentito anche l’utilizzo di tecniche multimediali per la presentazione delle informazioni agli investitori.
- Possono raccogliere capitali online le startup c.d. innovative (al momento poco oltre 300). La startup può raccogliere un corrispettivo totale di azioni di massimo 5 milioni di euro.
- è richiesta una percentuale di investimento obbligatoria agli investitori professionali pari al 5% della totalità dell’offerta 
- Vige l’obbligo per le start-up innovative che intendono svolgere offerte di proprio capitale di rischio tramite portali di inserire nei propri statuti o atti costitutivi misure idonee a garantire all’investitore una way out se la quota di controllo passa di mano (clausole convenzionali di recesso o di tag along).

Il regolamento è suscettibile di miglioramenti e presenta alcuni limiti che andremo a esaminare nei prossimi post. Intanto, continuando la buona tradizione crowdsourced, la CONSOB invita tutti a inviare osservazioni entro la fine del mese. Il regolamento dovrebbe diventare esecutivo entro fine maggio-inizi giugno. Brava la CONSOB, ora palla alla crowd.

Thursday, 4 April 2013

Un'indagine sulle piattaforme di crowdfunding in Europa

Nelle prossime settimane, parteciperemo a varie conferenze sul crowdfunding in Europa. Tra esse, il 17 aprile, The Future of Crowdfunding a Berlino, organizzata da Ikosom e Crowdsourcing Week. L'evento dedicato al crowdfunding vedrà intervenire esperti da varie parti d'Europa, incluse Olanda, Polonia, Danimarca, Francia, Belgio, Regno Unito e Italia, per discutere soluzioni innovative per finanziare imprenditoria, cultura e infrastrutture pubbliche. Da parte nostra, contribuiremo presentando il regolamento sull'equity-based crowdfunding recentemente pubblicato dalla CONSOB. 

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I risultati della conferenza saranno pubblicati insieme ai più recenti dati di mercato sul crowdfunding europeo. Insieme a Ikosom, Douw&Koren e Crowdsourcing Week, stiamo infatti lavorando alla pubblicazione “Vision on Crowdfunding in Europe”, che vuole offrire una panoramica sulle piattaforme di crowdfunding in Europa, includendo il loro business model, la struttura legale e i casi di successo. La pubblicazione vuole anche offrire a ricercatori, politici, banche e rappresentanti del governo una panoramica sull'impatto del crowdfunding in Europa, ora e nel futuro, tramite le opinioni e i punti di vista di alcuni dei maggiori esperti di crowdfunding. 

Per ottenere i dati di mercato necessari, stiamo chiedendo a tutte le piattaforme europee di crowdfunding di partecipare a questa indagine. Le risposte delle piattaforme saranno incluse gratis nella pubblicazione. Se le piattaforme desiderano presentarsi in maggior dettaglio, possono contribuire alla campagna di crowdfunding che abbiamo avviato per rendere possibile questa pubblicazione. 

Friday, 29 March 2013

Come portare avanti una campagna di crowdfunding


Una campagna di crowdfunding va considerata come un vero e proprio progetto a cui ci si avvicina con una certa consapevolezza, un mix di competenze ben precise e molto variegate e con molto tempo a disposizione.
Ogni campagna è diversa ma l’osservazione delle dinamiche, lo studio approfondito dei modelli, la conoscenza dei principi del fenomeno permettono ad un esperto di avere tante risposte alle domande tipiche che si fanno all’inizio e di aiutare a strutturarle in modo ottimale, allo stesso tempo educando anche i progettisti che spesso non conoscono a fondo il mondo in cui si stanno lanciando. Nasce così il lavoro di consulente per campagne di crowdfunding, che comincia a delinearsi anche nel nostro Paese. 
E’ importante tuttavia capire che, come per ogni progetto, non basta affidare il lavoro ad un esperto. Quest’ultimo può impostare la strategia e guidare il progettista in un percorso educativo oltre che operativo, ma non può sostituirsi al progettista nel coinvolgere la comunità, nel comunicare i valori di fondo e la passione alla base di un progetto che si vuole portare a termine. La parte operativa va lasciata ai progettisti, che devono necessariamente investire tempo e risorse nella preparazione e nella gestione della campagna.
Vediamo cosa implica esattamente una strategia per una campagna di crowdfunding. (Continua)

Wednesday, 13 March 2013

Il Crowdfunding tra le nuove opportunità e frontiere di cultura civica

La prossima settimana parteciperò ad un interessante appuntamento organizzato da “Civita per i giovani”, il think tank di Associazione Civita nato con l’intento di accrescere nella formazione personale e professionale dei giovani una profonda sensibilità nei confronti delle tematiche culturali e socio-economiche di interesse generale.

Lunedì prossimo ripartiranno infatti gli appuntamenti di "Happy Civita" con "La civiltà del fare insieme - Nuove opportunità e frontiere di cultura civica". L'incontro sarà un’occasione per discutere dei nuovi strumenti per affrontare la crisi ed in particolare delle nuove opportunità offerte dalla “civiltà dello stare insieme” e del “fare insieme”. I relatori approfondiranno le tematiche della cooperazione internazionale come condivisione “globalizzata” di conoscenza e mezzi, del social lending inteso come prestiti tra privati e di nuove modalità e concezioni di cultura civica, come il vivere in “comune” gli spazi urbani (co-housing, co-working, orti urbani, etc).  

Da parte mia, presenterò il crowdfunding, visto come mezzo per democratizzare i capitali e rendere possibile in modo collaborativo le opportunità che emergono dalle varie dinamiche "crowd". Oltre ad una panoramica generale sul crowdfunding e sulla situazione in Italia, daremo uno sguardo agli ultimi sviluppi del civic crowdfundingsul quale sto attualmente effettuando uno studio con l'arch. Alessio Barollo. Si tratta del processo di investimento dal basso rivolto a opere e progetti pubblici di cui i cittadini hanno bisogno e che sono quindi pronti a finanziare.

L'incontro si terrà lunedì 18 marzo 2013 alle ore 19.00, presso la sala "Gianfranco Imperatori" dell'Associazione Civita, Piazza Venezia 11. Interverranno, tra gli altri, Sandro Polci - Presidente del comitato scientifico di Legambiente e Partner Cresme Consulting, Maurizio Sella - AD di Smartika "People to people credit", e Arturo Parolini - Presidente di Ricerca e Cooperazione.
L'incontro sarà moderato da Federico Romanelli Montarsolo, esperto in Relazioni Internazionali. 

Per informazioni e prenotazioni: tel. 06.692050303 - mussi@civita.it